La “Divisione Italiana Partigiana Garibaldi” si costituì nei Balcani il 2 dicembre 1943 dall’unione delle Divisioni “Taurinense” e “Venezia” e del Gruppo Artiglieria “Aosta”, dislocate in Montenegro.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, per non cedere le armi ai tedeschi, si uniscono sotto il comando del Gen. Giovan Battista Oxilia, dando vita alla “Divisione Italiana Partigiana Garibaldi”. Il comando passa poi al Generale Vivalda e per ultimo al Colonnello Ravnich che lo mantiene fino al rientro in Italia.
Dopo 18 mesi di combattimenti in condizioni estreme, l’8 marzo 1945, gli eroici reduci della “Divisione Italiana Partigiana Garibaldi” rientrano in Italia dal Montenegro, “in armi e con le stellette perché militari”.
Il 25 aprile 1945, a Viterbo si costituisce, con i circa 3000 reduci, il “Reggimento Garibaldi”, unico reparto partigiano che entra a far parte del nuovo Esercito Italiano sempre al comando del Colonello Ravnich. Il “Reggimento Garibaldi” viene inquadrato nel “Gruppo di Combattimento Folgore” formatosi nel settembre 1944 nel Beneventano. Il gruppo “Folgore” ha combattuto, risalendo la Penisola, assieme ai gruppi “Friuli” e “Legnano” e “Cremona” in affiancamento alla Forze Alleate.
Il 15 ottobre 1945 il “Gruppo di Combattimento Folgore” viene trasformato in “Divisione di Fanteria Folgore”.
Il 1° dicembre 1948 il “Reggimento Garibaldi” assume la denominazione di “182° Reggimento Fanteria Garibaldi”, all’interno della “Divisione Fanteria Folgore”.
Nel 1949 la Divisione Fanteria Folgore assume il ruolo di “Divisione Meccanizzata Folgore”.
In conformità agli standard NATO, che prevedono per ogni Divisione di Fanteria la presenza di un raggruppamento corazzato, nel 1958 vengono costituiti dei Reggimenti Corazzati da assegnare uno per ogni Divisione di Fanteria. Per la Divisione Meccanizzata “Folgore” ad assumere tale nuovo ruolo è il “182° Reggimento Fanteria Garibaldi”, che assume la denominazione di “182º Reggimento Corazzato Garibaldi” e viene ristrutturato su un Battaglione Bersaglieri (componente meccanizzata) ed un Battaglione Carri (componente corazzata).
Il “XIII Battaglione Carri” e l’“XI Battaglione Bersaglieri” faranno parte del “182º Reggimento Corazzato Garibaldi” fino allo scioglimento dello stesso, avvenuto nel 1976.
Come segno dell’origine garibaldina i militari della “Divisione Italiana Partigiana Garibaldi” prima, e del “Reggimento Garibaldi” poi, portavano il “fazzoletto rosso” al collo, sostituito nel 182° RGT dalla “cravatta rossa”. Unico Reggimento senza mostrine unificate: il Battaglione Carri e il Battaglione Bersaglieri mantengono le proprie mostrine.
Il “182º Reggimento Corazzato Garibaldi” è stato un reggimento operativo di prima linea, inquadrato nella “Divisione Meccanizzata Folgore”, unità posta a presidio del confine orientale; di stanza in Friuli-Venezia Giulia, nella città di Sacile (PN), Caserma “Scipio Slataper”.
Ai Soldati della “Garibaldi”, tutti specializzati, all’arrivo al Reggimento veniva consegnato un opuscolo in ricordo del sacrificio dei militari della Divisione Italiana Partigiana «Garibaldi», dei quali essi erano “Eredi”.
Daniele Villa
Copia dell’opuscolo sulle origini del Reggimento che veniva consegnato e illustrato ai soldati
Lapide commemorativa della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera del 182° Reggimento “Garibaldi”

